Poesia

Anche tu

che non sai cosa sia

sei poesia.

Rime riaffiorano

nelle tue parole antiche,

assonanze riempiono

i tuoi nuovi occhi bui.

Sei il fonema

che rimbomba

nel dettaglio d’un sorriso,

l’oscena sillaba

che l’epidermide

sussurra.

Ma sai di buono, tu.

Sai di fragole sotto un cielo di notte,

del gelato che si scioglie

tra le dita di un bambino,

del calore mai versato

del vino.

Hai il sapore

non acerbo dei brividi,

dei sussulti del silenzio.

Poi odori di bello.

Hai l’odore pregiato

di pellicole bruciate,

cinema di paese,

pagine impolverate,

la viscosità violenta

di baci familiari

che eppur scuotono terre

sconosciute.

Ti guardo, e sei culla.

Valle, prateria

campo di grano,

dove volano e

si spengono

sotto il fiato del vento

d’amori pretesi e respiri donati

malinconie

dell’alba più nere.

Sei luce del risveglio,

stagione che rivive,

nel tuo viso è scolpita

la ragione d’un ritorno.

Perché è vero, sei diverso.

Però sei

anche tu

poesia.